L'amore ai tempi del juke-box

Vedere i Roxy Music e Alberto Fortis sullo stesso vinile fa uno strano effetto, ma ai tempi del juke-box potevano verificarsi incroci musicali davvero imprevedibili. Volendo a tutti i costi trovare un filo che leghi questi artisti, apparentemente distanti anni luce, si può dire che nel lontano 1980 la band di Bryan Ferry e il cantautore piemontese parteciparono alla diciassettesima edizione del Festivalbar, vinta poi da Miguel Bosè... Io a quei tempi ero un ragazzino e ce l'avevo con Fortis, che a mio modo di vedere odiava la città in cui ero nato e cresciuto, bastava ascoltare A voi romani per rendersene conto. Lui ovviamente non se la stava prendendo con me, era arrabbiato per fatti suoi personali, ma data la mia giovane età non riuscivo a capirlo. Quanto ai Roxy Music li scoprii nel 1981, quando acquistai Country Life e Flesh + Blood e da allora sono uno dei gruppi che amo di più. Vorrei però chiudere con Alberto Fortis, perché ogni disco ha la sua storia da raccontare e indirettamente ce l'ha anche questo, anche se lo trovai su una bancarella molto tempo dopo la sua effettiva pubblicazione. Avevo quattordici anni quando conobbi una ragazza che ne aveva tre più di me. Le piacevano le canzoni di Fortis e questo mi fa tornare alla mente un pomeriggio di nuvoloni neri al mare. Sembrava dovesse piovere da un momento all'altro e la spiaggia era praticamente deserta. Sarebbe stato il caso di scappare via, lei invece si diresse verso il juke-box e selezionò La sedia di Lillà. Poi tornò da me e iniziammo a camminare lungo la riva, mano nella mano, fino a quando le parole e le note intorno a noi non si persero nel vento. Sembrerà buffo, ma non l'ho mai dimenticata.

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