Il diavolo mietitore

I cerchi nel grano? Li aspettavo sempre con grande impazienza, non mi vergogno a scriverlo. Dite quello che volete, bollatemi come stupido e ingenuo, ma quando facevano la loro comparsa io... Lo ammetto, passavo ore, giorni interi davanti a quelle meravigliose e indecifrabili forme geometriche. Li amavo e idolatravo perché tutto lasciava supporre che mi trovassi al cospetto di una forma d'arte aliena. In quei momenti, che non esagero a definire magici, riuscivo a macinare anni luce in un battito di ciglia, spingendomi fino ai confini della nostra galassia, magari anche oltre. Come posso spiegarvi... Ecco, immaginavo l'inimmaginabile.

Eppure, a questa favola manca il lieto fine, perché i cerchi si trasformarono presto in qualcosa di molto diverso da un'avvincente possibilità. Che noia tornare ad essere mestamente razionali, non è vero?  Il fatto è che quei bellissimi disegni, qualcuno lo aveva dimostrato, erano di natura umana. Tanti fogli di grano immacolati e un impostore che si divertiva ad imbrattarli, non potevo crederci! La speranza in un universo migliore cedette il posto a una contraddizione che mi portai dietro per lungo tempo. Come mi sarei dovuto comportare, in futuro, davanti all'improvvisa apparizione di un cerchio? Avrei dovuto distogliere lo sguardo o far finta di nulla, continuando a lavorare di fantasia? Mentre nuotavo nel mare dell'incertezza feci la scoperta dell'acqua calda, realizzando che il mondo era pieno di persone più illuminate di me. Persone dotate di grande talento, perfettamente in grado di realizzare spettacolari capolavori, ma anche portate a far credere. A mentire.

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