18 marzo 2018

I vinili non si contemplano, si fanno girare

Se il film Magical Mystery Tour viene generalmente ricordato come un progetto poco riuscito, anzi come il primo passo falso dell'invincibile armata Beatles, altrettanto non si può dire di diverse canzoni che la celebre band incise per dargli un senso. Tra queste spiccano la I am The Walrus di John Lennon, da sempre una delle mie preferite e la title-track firmata da McCartney, forse il primo pezzo dei Beatles che mi capitò di ascoltare quando ero bambino. Notevoli anche gli altri contributi di Paul, vale a dire The Fool On The Hill e la struggente Your Mother Should Know, che mi mette addosso una tristezza infinita. Bruttine, ma ci può stare e parlo per me, la Blue Jay Way di Harrison e la strumentale Flying, un rarissimo sforzo compositivo di gruppo.

Ricordo ai meno addentro alle faccende dei ragazzi di Liverpool che negli Stati Uniti - era il 1967 - la colonna sonora di Magical Mystery Tour generò un album, sul secondo lato del quale trovarono posto capolavori del calibro di Strawberry Fields Forever e Penny Lane, oltre al noto tormentone All You Need Is Love. In Gran Bretagna, invece, la colonna sonora finì su un doppio extended play che definire stupendo è poco. Chi ama i vinili d'epoca può facilmente intuire il mio entusiasmo.

Alcuni anni fa, mentre continuavo a comprare dischi di Elvis Presley come se non ci fosse un domani (ho smesso da poco) ebbi la brillante idea di collezionare anche i Beatles, e in breve tempo fui sul punto di completare la discografia italiana a 33 giri del quartetto, credo me ne mancassero soltanto un paio. Poi, proprio quando ero vicino alla meta, mi liberai su due piedi di quei pezzi di storia della musica moderna, rivendendoli per quattro soldi. Più o meno.

Feci un pessimo affare, inutile negarlo, però non mi sono mai pentito della decisione presa: in casa iniziavano ad affluire long playing, singoli ed extended play in ordine sparso e il gioco si stava facendo pericoloso per le mie risorse finanziarie. Diciamo che l'urgenza di venderli fu data dalla paura di ripensarci. Realizzai che non avevo nessuna intenzione di continuare a spendere senza ritegno per delle edizioni rare che non avrei mai fatto girare su un piatto. Si, perché io i vinili non li ascolto, mi limito a contemplarli. Allora lasciai perdere, ma non riuscii a privarmi del Magical Mystery Tour inglese.

Nessun commento:

Posta un commento