In glorioso bianco e nero


Incollato davanti a grandi e piccoli schermi, circondato da strumenti in grado di cambiare il mondo, di spolverare i ricordi per mantenerli vivi. Ne ho spesi di giorni nella speranza di padroneggiare tecnologie che non erano mai state mie, delle quali mai avevo avuto bisogno prima. Ne ho passate di notti, palpebre puntellate e dita dolenti sulla tastiera, cercando di individuare sfumature inedite sui volti e sulle cose. Come se uno sguardo che da grigio volge ad azzurro potesse diventare più profondo. Come se le mani che si tengono e si intrecciano avessero una possibilità in più di darsi calore. Come se i mobili variopinti e le pareti colorate riuscissero a rendere più confortevole una casa. Ne è passato di tempo, prima che realizzassi quanto quella smania che avevo dentro fosse fine a se stessa, prima che capissi che i vecchi film, quei deteriorati dispensatori di emozioni, è preferibile lasciarli in bianco e nero.

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