L'abitudine di commuoversi


I libri di Nicola Pezzoli non mi limito a leggerli e a collezionarli, ne prendo sempre una copia in più per un'amica che nel corso degli anni ha dimostrato di apprezzarli. Nel mio piccolo, poi, cerco di farli conoscere. Magari inserendone le copertine su qualche social che frequento, oppure parlandone a chi, sapendo della mia passione per la lettura, mi chiede il titolo di un libro da regalare, da leggere. Insomma, faccio la mia parte. Non perché ritengo Nicola una persona sensibile, schietta, onesta e via dicendo. Sarebbero dei validi motivi per dare una possibilità in più alle sue opere, ma non è questo. Lo faccio perché ho l'abitudine di commuovermi davanti alla pura espressione del talento. Una bella qualità, credo. E allora spero di risvegliarla in qualcun altro.

Non mi guarda nessuno


Alle cinque del mattino parlo lo stretto necessario e incrocio pochi sguardi, sono troppo impegnato a rendermi invisibile. Come quando ero bambino. Correvo in camera, chiudevo la porta e pensavo "ecco, sulla Terra ci sono miliardi di persone e nessuno mi sta guardando". Non saprei come spiegarlo, ma quei momenti di procurata solitudine mi sembravano una grande conquista, qualcosa che io, piccolo e indifeso, riuscivo a fare senza sforzo apparente. Crescendo ho preso a detestare le porte chiuse, ma di tanto in tanto sento ancora il bisogno di giocare a "non mi guarda nessuno". Devo farlo, perché sto sempre in mezzo alla gente. E allora inizio a leggere i libri nel negozio deserto, prima dell'alba, che qualche volta è densa di pensieri e situazioni andate a male. Aspetto i primi raggi di sole, anche se non rimettono le cose a posto. Le nascondono e basta.

Tenerezza

Andai a vedere Whitney Houston il 4 maggio del 2010, meno di due anni prima della sua scomparsa. Il biglietto costava la bellezza di cento euro, decisamente troppi per un concerto. Normalmente non sarei andato per una questione di principio, poi non ero un super fan della Houston, ma il biglietto mi fu regalato da un parente che mi trascinò di peso al Palalottomatica dopo una giornata di lavoro. Ricordo che durante lo spettacolo Whitney si cambiò d'abito tre volte e fece quanto in suo potere per lasciare qualcosa da ricordare ai presenti. Più di tanto, però, non poté fare, perché la meravigliosa voce dei vecchi tempi non c'era più. Alcuni giorni prima, credo in Australia, la cantante era stata sonoramente fischiata, ma a Roma accadde esattamente il contrario: fin dall'inizio, un pubblico calorosissimo sembrò propenso a passar sopra alle incertezze che affioravano qua e là, aiutando una cantante che appariva vulnerabile, conscia dei propri limiti. Lei non stava bene, te ne accorgevi guardando i suoi occhi sullo schermo gigante, allora mi travolse un'ondata di tenerezza. Sembrava stesse dicendo a tutti noi "eccomi, lo so di non essere quella di un tempo, ma ce la sto mettendo tutta". Già. Quella sera la circondammo di affetto.

Roba vecchia, vino avanzato


Un rifacimento di "As Tears Go By", poi "It's All Over Now, Baby Blue" di Bob Dylan. Compri roba vecchia e poi ti chiedi perché hai deciso di spendere una ventina di euro per l'ultimo cd di Marianne Faithfull. In realtà non me lo sono chiesto, i suoi lavori non me li perdo mai. Intanto non ho più vent'anni, quindi la roba vecchia ci sta, poi capita a tutti di sentirsi reduci da chissà cosa, antichi, fuori posto. Si, capita, e allora i dischi come "Negative Capability" sono semplicemente perfetti. Se poi il 25 dicembre non è finito il vino è ancora meglio. Poco vino, a dire il vero. Un bicchiere scarso, alla quinta traccia del cd era già finito. Comunque bel disco, lo consiglio.

Marianne Faithfull
Negative Capability
2018

Misunderstanding
The Gipsy Faerie Queen
As Tears Go By
In my Own Particular Way
Born to Live
Witches' Song
It's all Over Now, Baby Blue
They Come at Night
Don't Go
No Moon in Paris

Loneliest Person
No Moon in Paris (Edit Version)
They Come at Night (Alternate Version)

Qualche disco per Natale

Ci provo ogni anno a rivivere l'atmosfera natalizia dei bei tempi che furono. Ci provo ma non ci riesco, perché sono un commerciante e da tanti anni a questa parte per me Natale è sinonimo di incassi sopra la media, indispensabili per sopravvivere. Non per guadagnare un sacco di soldi e riempirsi il portafoglio, ci tengo a sottolinearlo, ma per riuscire a mandare avanti l'attività in modo dignitoso. E poi non ci riesco per mia madre, naturalmente, perché lei era il perno attorno al quale ruotava tutta la parentela e da quando ci ha salutati non è più la stessa cosa. La sera del 24 non posso fare altro che riempirmi gli occhi e la mente di ricordi, e lo so che sembra tutto così scontato, ma come faccio a dimenticare le grandi tavolate nel salone della mia vecchia casa? Erano, quelle, giornate che sembrava non dovessero finire mai, durante le quali il tempo rallentava benevolo e il freddo, la pioggia non facevano altro che amplificare il desiderio di stare l'uno accanto all'altro, appiccicati. Poi la magia svaniva, e quando tutto tornava alla normalità sentivo di aver perso qualcosa, mi intristivo perché il fato ci negava la possibilità di essere felici in un mondo a parte. Solo nostro. Tutto finito, ma non ho perso l'abitudine di preparare i dischi per quei giorni, ormai nudi ed esposti alle intemperie. Probabilmente eviterò di ascoltarli.


Bob Dylan
Christmas in the Heart
2009

Sebbene contenga standard del calibro di "Silver Bells" e "O' Little Town Of Bethlehem" l'ho sempre snobbato a causa della voce di Dylan, certo non all'altezza dei giorni migliori. Non aggiungo altro, non mi va di parlar male di Bob.


Jethro Tull
The Jethro Tull Christmas Album
2003

Mai mi sarei aspettato un album natalizio dai Jethro Tull, ma assemblato con traditional del calibro di "God Rest Ye Merry Gentlemen", rivisitazioni di vecchi brani della loro produzione e nuove canzoni, il disco funziona.


Dean Martin
Christmas with Dino
2004

Una compilazione caratterizzata dalla calda e rassicurante voce di Dean Martin. "Let It Snow! Let It Snow! Let It Snow!" e "White Christmas" incantano, magia del Natale a getto continuo.


Elvis Presley
Elvis' Christmas Album
1957

Un disco che è stato pubblicato la bellezza di sessantuno anni fa, ma che conserva, intatta, tutta la sua bellezza. D'accordo, con Elvis di mezzo posso sembrare di parte, ma "Blue Christmas", "Silent Night" e "Santa Claus Is Back In Town" sono straordinarie. Emozionante.