9 aprile 2021

Fiori del mio giardino




Forse a qualcuno potrà sembrare strano, magari esagerato, ma non sono mai riuscito a cogliere un fiore. Nel mio giardino, questi meravigliosi dispensatori di emozioni e buonumore concludono la loro breve ma intensa esistenza sulla pianta che li ha generati. 

19 marzo 2021

Festa del papà

 

Ricordo che in prima elementare la maestra ci diede da fare un lavoretto per la festa del papà che conservo ancora oggi. Le dissi "Madre, io non posso farlo, mio padre è morto un anno fa". Lei rispose "Robertino, fallo lo stesso, come se il tuo papà fosse ancora vivo". Così feci, però mentre lo realizzavo stavo malissimo, perché si trattava di un piccolo quotidiano all'interno del quale, ad un certo punto, trovava posto una mini intervista al proprio padre. La scrissi quell'intervista, immaginando che a rispondere alle mie domande ci fosse lui. Ho sempre odiato quel lavoretto, ma non ce l'ho con suor Mercedes, che negli anni si rivelò una maestra straordinaria. Penso a lei con infinito affetto. 

7 febbraio 2021

Dopo tanto suonare

Elvis incise All Shook Up ai Radio Recorders di Hollywood. Era il 12 gennaio del 1957 e la canzone si sarebbe presto trasformata in uno dei più grandi successi musicali di sempre, con otto settimane di fila al primo posto della classifica statunitense e sette in quella britannica. Di questo vendutissimo singolo sono riuscito ad aggiungere alla mia collezione ben quattro copie americane, una delle quali decisamente vissuta. Mi piace l'idea di averle salvate dall'oblio e fatte riposare dopo tanto suonare.

Ma adesso saliamo sulla macchina del tempo e muoviamoci in direzione di una qualunque città degli Stati Uniti durante i gloriosi anni cinquanta. Ci siamo. Una teenager riesce a convincere i propri genitori a farsi regalare il nuovo 45 giri di Elvis Presley. Poi torna a casa, corre nella sua cameretta tappezzata di poster e foto del giovane re del rock 'n' roll e dopo pochi istanti ecco diffondersi nella casa le irriverenti note di All Shook Up. Mamma e papà si guardano sgomenti. Sarà forse il caso di confiscare il disco alla piccola Nancy?

Un pezzo di vinile non può raccontare la sua storia, ma nulla ci impedisce di immaginarla. Ecco, il fascino dei dischi d'epoca risiede proprio in questa possibilità.

20 settembre 2020

Posizioni politiche

Giorni fa ha suonato alla porta un ragazzo poco più che ventenne. Aveva con sé dei giornali di un'organizzazione politica comunista e provava a venderli porta a porta. Mi ha spiegato brevemente, con educazione e gentilezza. Gli ho detto "guarda, non siamo esattamente sulle stesse posizioni politiche... ". Mentre parlavo il suo sguardo si è posato sulla mia maglietta nera, poco più che uno straccio che utilizzo in casa. Il ragazzo mi è parso vagamente imbarazzato e allora mi sono affrettato ad aggiungere, con un sorriso: "No... Sei totalmente fuori strada. Da queste, di posizioni, sono distante anni luce". Alla fine mi sono complimentato con lui per il suo impegno. Assimilo un giovane che crede in qualcosa, che porta coerentemente avanti un discorso a una bellissima notizia. Sempre e comunque, indipendentemente dal suo orientamento politico. Gli insulti, il disprezzo li lascio a chi oltre alla sua disarmante pochezza non ha altri argomenti.

18 settembre 2020

Ostacoli

Ultimamente mi sono dedicato a una pianta in pessime condizioni, ed ecco come sono stato ripagato. Che dire, l'amore e la gratitudine non conoscono ostacoli.

1 settembre 2020

Il primo di settembre

Il mio primo contatto con la seconda guerra mondiale risale ai tempi della prima elementare. Un giorno eravamo tutti in cortile a giocare e schiamazzare quando vidi un gruppetto di ragazzini, forse quattro o cinque, con uno strano simbolo al braccio. Era una svastica. L'avevano disegnata con cura su un foglio e poi fissata con il nastro adesivo, un lavoretto decisamente ben fatto. Correvano come pazzi, poi si fermavano di colpo, picchiavano e insultavano il malcapitato di turno e ripartivano, pronti per una nuova spedizione punitiva. Ancora oggi mi chiedo perché. Erano solo dei bambini, non avrebbero dovuto fare certe cose, né io dovrei cercare spiegazioni, però ripenso a quel simbolo al braccio, a quell'atteggiamento ostile con profonda tristezza. A un certo punto me li ritrovai davanti. Io e quello che sembrava il capobanda ci fissammo per una manciata di secondi. Non avevo la minima idea di cosa fare e allora rimasi immobile, come pietrificato. Mio padre era morto da pochi mesi e pensavo soltanto a metabolizzare la perdita, mi sentivo diverso dagli altri, vuoto. Non so cosa vide il capetto nei miei occhi, fatto sta che si voltò di scatto verso gli altri e disse ad alta voce: lui no, andiamo! Ripartirono come saette.

Evidentemente le maestre vennero a sapere, perché la piccola banda sparì già a partire dal giorno successivo. Per sempre.


[Immagine: Pixabay]