20 settembre 2020

Posizioni politiche

Giorni fa ha suonato alla porta un ragazzo poco più che ventenne. Aveva con sé dei giornali di un'organizzazione politica comunista e provava a venderli porta a porta. Mi ha spiegato brevemente, con educazione e gentilezza. Gli ho detto "guarda, non siamo esattamente sulle stesse posizioni politiche... ". Mentre parlavo il suo sguardo si è posato sulla mia maglietta nera, poco più che uno straccio che utilizzo in casa. Il ragazzo mi è parso vagamente imbarazzato e allora mi sono affrettato ad aggiungere, con un sorriso: "No... Sei totalmente fuori strada. Da queste, di posizioni, sono distante anni luce". Alla fine mi sono complimentato con lui per il suo impegno. Assimilo un giovane che crede in qualcosa, che porta coerentemente avanti un discorso a una bellissima notizia. Sempre e comunque, indipendentemente dal suo orientamento politico. Gli insulti, il disprezzo li lascio a chi oltre alla sua disarmante pochezza non ha altri argomenti.

18 settembre 2020

Ostacoli

Ultimamente mi sono dedicato a una pianta in pessime condizioni, ed ecco come sono stato ripagato. Che dire, l'amore e la gratitudine non conoscono ostacoli.

1 settembre 2020

Il primo di settembre

Il mio primo contatto con la seconda guerra mondiale risale ai tempi della prima elementare. Un giorno eravamo tutti in cortile a giocare e schiamazzare quando vidi un gruppetto di ragazzini, forse quattro o cinque, con uno strano simbolo al braccio. Era una svastica. L'avevano disegnata con cura su un foglio e poi fissata con il nastro adesivo, un lavoretto decisamente ben fatto. Correvano come pazzi, poi si fermavano di colpo, picchiavano e insultavano il malcapitato di turno e ripartivano, pronti per una nuova spedizione punitiva. Ancora oggi mi chiedo perché. Erano solo dei bambini, non avrebbero dovuto fare certe cose, né io dovrei cercare spiegazioni, però ripenso a quel simbolo al braccio, a quell'atteggiamento ostile con profonda tristezza. A un certo punto me li ritrovai davanti. Io e quello che sembrava il capobanda ci fissammo per una manciata di secondi. Non avevo la minima idea di cosa fare e allora rimasi immobile, come pietrificato. Mio padre era morto da pochi mesi e pensavo soltanto a metabolizzare la perdita, mi sentivo diverso dagli altri, vuoto. Non so cosa vide il capetto nei miei occhi, fatto sta che si voltò di scatto verso gli altri e disse ad alta voce: lui no, andiamo! Ripartirono come saette.

Evidentemente le maestre vennero a sapere, perché la piccola banda sparì già a partire dal giorno successivo. Per sempre.


[Immagine: Pixabay]

10 agosto 2020

Per i bei tempi

Quando i Jethro Tull vennero in Italia nel 1982 la stampa li presentò come un gruppo di vecchietti, capitanati da un leader che a dispetto dell'età si ostinava a non appendere il flauto al chiodo. Me li ricordo bene certi articoli, perché all'epoca ero un ragazzino che si nutriva di riviste musicali e 33 giri acquistati quando riuscivo a mettere da parte qualche pezzo da mille. E pensare che in occasione del concerto al Seven Up di Roma, era il 2 maggio del 1982, Ian Anderson non aveva ancora compiuto trentacinque anni! Davvero incredibile, ma a quei tempi andava così, dopo qualche anno di attività i grandi nomi del rock finivano per essere considerati alla stregua di dinosauri in via di estinzione. Effetti del Punk, naturalmente.

Una delle prime correzioni che Bob Ezrin apportò alla bozza di The Wall, quando Roger Waters gli sottopose il frutto dei suoi sforzi, fu proprio quella relativa all'età di Pink, il protagonista dell'opera. Waters lo aveva immaginato trentaseienne, il noto produttore gli fece notare che i giovani avrebbero faticato non poco a identificarsi con una vecchia rock star. Via il riferimento all'età di Pink. Quanto ai Jethro Tull, già nel 1976 avevano pubblicato l'album Too Old to Rock 'n' Roll : Too Young to Die!...

Oggi, 10 agosto del 2020 Ian Anderson compie settantatré anni e non ha mai smesso di fare concerti. Del resto, i Rolling Stones sono ancora sulla piazza e i Genesis hanno organizzato un tour britannico per il prossimo anno. A quanto pare, nessuno è troppo vecchio per il rock 'n' roll.

Solitamente non amo fare gli auguri, anzi detesto i compleanni, ma amo profondamente i Jethro Tull, così come Anderson resta uno degli idoli della mia gioventù, benché non mi sia particolarmente simpatico.

Quindi tanti auguri Ian. Ti ho visto in azione tante di quelle volte che potrebbero bastare per due o tre vite, ma se passerai dalle mie parti sarò ancora una volta lì, a pochi passi da te. Per i bei tempi.     

5 agosto 2020

Mancanza celata

Recentemente mia sorella è andata in vacanza e mi ha lasciato Nina, una cagnolina a dir poco impegnativa che mi ha dato filo da torcere per ben otto giorni. Nina (il nome lo scelsi io) non ha neanche due anni e ogni occasione è buona per giocare. Per dire, quando si tratta di metterle il guinzaglio inizia a correre per casa e si fa "catturare" solo dopo qualche minuto e una mezza dozzina di "vieni quiii". Stesso discorso per la spazzolata serale, un'operazione che date le caratteristiche dello Schnauzer è impossibile evitare o rimandare. In questo caso non ne vuole sapere e per riuscire a bloccarla si sudano letteralmente sette camicie. E poi, quando ti metti a leggere un libro, oppure quando armeggi con il telefonino, lei si sente trascurata e per richiamare la tua attenzione ti gratta furiosamente la schiena e le gambe fino a quando, con tutta la pazienza del mondo, non le fai capire che hai bisogno dei tuoi spazi.

Però, Nina è anche e soprattutto una cagnolina di una dolcezza infinita e sa farsi amare con estrema facilità. Quando l'ho salutata avevo gli occhi lucidi. Questo a mia sorella non l'ho fatto notare, anzi ho esclamato "Finalmente sei tornata, non ce la facevo più!".

4 agosto 2020

Quattro corde, un tassello


Un paio di settimane fa ho comprato un basso elettrico. L'ho visto in un mercatino dell'usato e non ho resistito alla tentazione di portarmelo a casa, principalmente perché era in ottime condizioni, sembrava nuovo. Anche chi me l'ha venduto è sembrato dello stesso parere: "Fai bene a prenderlo, secondo me è stato suonato pochissime volte, se non mai". Un regalo poco gradito? L'interpretazione sbagliata di un sogno nel cassetto? Chissà. Per quanto mi riguarda, da qualche tempo a questa parte sto facendo riaffiorare alcuni tasselli del passato, perché mi sono reso conto che negli ultimi anni avevo perso di vista un sacco di cose. Ecco, il basso è una di queste cose. Non so dire quante volte mi metterò a suonarlo, ma il solo fatto di averlo in casa mi fa stare bene.