Fenoglio, Sartre e i Pink Floyd

Un grande centro commerciale della capitale, domenica 30 novembre, di pomeriggio. Le mie intenzioni erano serie: comprare una camicia che avevo visto qualche giorno prima, molto carina, un paio di jeans e, se possibile, delle scarpe buone per lavorare, perché io sto quasi tutto il giorno in piedi. Come mi capita spesso in casi del genere, una volta all'interno del centro commerciale la mia ispirazione svanisce. Evapora, se preferite. Troppa gente per i miei gusti, dopo dieci minuti mi viene voglia di mollare, non posso farci niente. Poi c'è da dire che che la camicia non c'era più, così mi sono pure beccato il classico te lo avevo detto di prenderla l'altro giorno. Quanto all'idea di bere un caffè seduti in un bel bar mi è andata leggermente di traverso, perché chi è venuto a prendere l'ordinazione al tavolo è riuscito a dimenticarsi (in rigorosa sequenza) il caffè, la bottiglietta d'acqua, lo zucchero, i pasticcini e il resto di 20 euro, allungando a dismisura i tempi. Era un ragazzo piuttosto giovane e per un momento ho pensato di dirgli, magari con tono leggermente paternalistico, cerca di lavorare più concentrato, mi raccomando. Comunque sono stato zitto, io eterno diciottenne che mi metto a fare la predica... no dai, seriamente. Mentre il fiume in piena di persone mi trascinava, facendomi sfilare davanti un negozio dopo l'altro, ho realizzato di essere esausto. E' stato allora che ho mentalmente mandato a farsi fottere scarpe e jeans, optando per un quanto mai opportuno sarà per la prossima volta. Ora, io posso essere stanco quanto volete, ma alle librerie non so resistere e il fiume mi aveva depositato proprio davanti a una di queste, bella e decisamente fornita. Mi sono tornate le forze. Ho preso due libri, Una questione privata di Beppe Fenoglio, che non leggevo da una vita e La Nausea di Jean-Paul Sartre, che invece non ho mai letto. A quel punto, completamente rinvigorito, ho fatto un salto nel negozio di dischi poco distante per comprare The Endless River, l'ultimo dei Pink Floyd. Non credo che lo ascolterò spesso, trattasi di opera alquanto noiosetta, ma i dischi dei Pink Floyd devo averli a prescindere, è tradizione. Alla fine la giornata si era messa per il verso giusto, al punto che mi sono persino fatto trascinare nel mastodontico e affollatissimo supermercato del centro. Un evento raro per me, credetemi.   

3 commenti:

  1. Grazie! E' uscito fuori cosi, in pochi minuti :)
    Ti ringrazio anche per l'iscrizione, naturalmente. Qualche giorno fa ho chiuso il mio vecchio blog, e sto ricominciando praticamente da zero. Quanto al tuo di blog, approfitto di questo commento per farti i complimenti, ti seguo sempre con grande interesse!

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