15 ottobre 2018

L'alba del cd

Acquistai il lettore cd nella tarda primavera del 1987, avendo constatato che i miei amici traevano grande soddisfazione dall'utilizzo del nuovo aggeggio. Dopo tanti anni passati a piazzare vinili su un piatto, per me fu un evento epocale. Il mondo della musica stava cambiando, me ne rendevo conto, così accantonai le iniziali titubanze e mi decisi a compiere il grande passo. All'epoca i dischetti erano cari arrabbiati, costavano qualcosa come 25000 lire, una cifra proibitiva per noi giovani. Era mia opinione che ci speculassero sopra senza ritegno, ma non potei fare altro che addentrarmi nel nascente mercato discografico, stando bene attento a non sprecare i pochi soldi che avevo in tasca. Comunque, arrivato a quota 25 il primo cd che portai a casa fu The Whole Story, il "greatest hits" di Kate Bush pubblicato sul finire del 1986 per sfruttare il grande successo commerciale di Hounds of Love. Non si trattò di una scelta casuale, Kate mi piaceva dai tempi di Wuthering Heights, brano che mi aveva profondamente colpito quando ero bambino. Crescendo avevo continuato a seguirla, apprezzando la qualità della sua musica, il maniacale perfezionismo che la contraddistingueva e il suo fondamentale disinteresse per i riflettori. Oltre a ciò, la trovavo bellissima e molto sensuale. Ripensandoci, bisognerebbe fare un monumento a David Gilmour, che monumentale lo è già di suo, per aver creduto prima di tutti alle potenzialità di una ragazza ricca di talento. Quanto a The Whole Story, si rivelò un acquisto azzeccato. Lo ascoltai per due mesi di fila, poi alla fine di luglio partii per Taranto e mi trasformai in un aviere.

(Immagine: Pixabay)         

13 ottobre 2018

Chiudere un cerchio

La "novellizzazione" (video - novel) è un nuovo genere letterario che consiste nel trasformare in un romanzo uno sceneggiato televisivo. Questa operazione, che negli Stati Uniti viene compiuta abitualmente da scrittori di grande fama, è stata tentata anche in Italia da Maria Bellonci, che ha proposto una forma narrativa del film Marco Polo, prodotto dalla RAI e diretto da Giuliano Montaldo.
L'autrice entra nel personaggio di Marco e lo fa parlare in prima persona di tutto ciò che il grande viaggiatore aveva rivelato nel Milione, narrando l'incontro reale e fantastico con l'Oriente estremo, tra i bagliori delle scimitarre e lo splendore delle gemme.
La "novellizzazione" diventa così un vero e proprio romanzo, impugnato con il rigore stilistico e il respiro poetico tipico di Maria Bellonci. Nell'arco della storia ripercorsa sullo schermo, il romanzo scopre l'avventura di un uomo tra gli uomini, che si muove fra i richiami di leggende epiche e le lusinghe di favole umane, in mezzo a una folla colorita di personaggi grandiosi e quotidiani.
Di Marco Polo la scrittrice racconta il meraviglioso viaggio, ma la novità del libro sta soprattutto nella creazione dell'uomo Marco, che affronta ogni vicenda tenendo fede alla sua realtà nativa di veneziano e alla sua realtà acquisita di cittadino del mondo.
( Dal risvolto di copertina di "Marco Polo" - Maria Bellonci. ERI Edizioni 1982 )

"Novellizzazione". D'accordo, ma sulla scia dello sceneggiato televisivo, andato in onda tra la fine del 1982 e l'inizio dell'anno successivo, a Natale avrei voluto ricevere Il Milione. Invece mi fu regalato il Marco Polo della Bellonci da un caro amico di famiglia che evidentemente aveva capito male. Feci di tutto per manifestargli il mio entusiasmo, e ci riuscii bene, ma in cuor mio già sapevo che non lo avrei letto, perché il volume era diretto discendente del film e non mi avrebbe permesso di viaggiare con la fantasia. Insomma, il Marco Polo che avevo in mente non doveva somigliare a Ken Marshall e l'Oriente estremo volevo provare a costruirlo da solo, parola per parola. In effetti non l'ho mai letto e in un paio di occasioni ho anche pensato di liberarmene. Non l'ho fatto perché non potrei mai sbarazzarmi di un regalo e poi volevo molto bene a quella persona. Ma perché ne parlo? Solo perché oggi, ripensando a un desiderio vecchio di trentaquattro anni, mi sono deciso a comprare Il Milione. Non ho nessuna intenzione di leggerlo, volevo solo chiudere un cerchio.

Fermo a quello scalo di Rialto sentivo respirare Venezia. Era un fiato acuto e leggero che veniva da lontanissimo, s'infilava per i canali e portava con sé un invito a lanciarsi verso il largo. Tremavo tutto per troppa tensione: l'infinito mi veniva incontro come un comando semplice e imperioso. Lo sapevo, non c'erano dubbi: qualunque cosa accadesse, dovevo partire. (Maria Bellonci)  

    

10 ottobre 2018

Zoccolo duro

Apprendo con grande dispiacere della chiusura di Google + nel 2019. Peccato, perché in occasione di un nuovo post garantiva al mio blog la bellezza di cinque o sei visite, in casi eccezionali addirittura sette... Cosa ne sarà della mia luna, delle sue reiterate fasi? Mi faccio poche illusioni. Probabilmente, senza l'imprescindibile zoccolo duro di fedelissimi uscirà dalla sua orbita e inizierà a vagare nella blogosfera. Speriamo bene.

9 ottobre 2018

Andare di fretta

Avrei potuto chiamarle, perché non mi erano del tutto estranee. Invece le ho lasciate sull'asfalto, e ho pure allungato il passo. Non ho neanche avuto la decenza di depositarle nel vicino cassonetto. Spero siano capitate a qualcuno più civile e meno disincantato di me.

7 ottobre 2018

Censura

Mi portarono questa edizione spagnola di A Nice Pair 
da Ibiza, molti anni fa. Fu un regalo assai gradito, perché all'epoca non avevo ancora ascoltato i primi due album dei Pink Floyd e ringraziai di cuore i tre reduci da una settimana di svacco. La "X" in copertina copriva il bel paio e puzzava di censura, quindi mi concentrai sulla musica, realizzando che The Piper At The Gates Of Dawn mi piaceva più di A Saucerful of Secrets. Si, l'unico disco di Syd Barrett con il gruppo profumava di libertà creativa e di sviluppi futuri non necessari, superflui. Bastava a se stesso. 

3 ottobre 2018

Poco da ridere


Atmosfera tesa e musi lunghi. Stanlio e Ollio non hanno preso bene l'arrivo di Silvestro in casa.